Presentazione

Il DSA, Disturbo Specifico dell’Apprendimento, è un disturbo che interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, ortografia, grafia e calcolo) in modo significativo, ma circoscritto lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale adeguato all’età anagrafica. I DSA, meglio conosciuti con i termini di dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia sono, quindi, disturbi che riguardano lo sviluppo di abilità specifiche, rappresentano un problema ad alta incidenza nella popolazione scolastica e originano molti casi di difficoltà emotive ed abbandono scolastico. Risultano,perciò, di fondamentale importanza gli interventi precoci di prevenzione e recupero.

La legge 8 ottobre 2010 n°170 oltre a riconoscere la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), assegna al sistema di istruzione nazionale e agli atenei il compito di individuare metodologie didattiche e modalità di valutazione più idonee affinché gli studenti con DSA possano raggiungere i propri successi formativi. Anche le Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico sollecitano la scuola a porre al centro delle proprie attività e dei propri obiettivi la presa in carico della persona, come viene ben sottolineato nei principi sanciti dalla legge 53/2003 e successivi decreti: “la definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione.”

La scuola deve essere quindi in grado di riconoscere precocemente le difficoltà al fine di prevenire la comparsa e il consolidamento di strategie o meccanismi errati, inefficaci o poco economici, e di limitare i danni derivati dalla frustrazione dell’insuccesso quali il disadattamento o la perdita di motivazione dell’apprendimento. Per questo è importante identificare il prima possibile tali disturbi, al fine di poter agire sin dalle fasi iniziali di acquisizione delle abilità funzionali all’apprendimento, di ridurre il disagio di tipo affettivo e sociale e di prevenire inoltre l’insorgenza di disturbi comportamentali.

Il bambino che confonde suoni, non completa le frasi, utilizza parole non adeguate al contesto o le sostituisce, omette suoni o parti di parole, sostituisce suoni, lettere ( p/b…) e ha un’espressione linguistica inadeguata, va supportato con attività personalizzate all’interno del gruppo.

Solo in una scuola vissuta come contesto di relazione di apprendimento si può stabilire un rapporto positivo tra bambino ed adulto che ascolta, accoglie, sostiene e propone; la condivisione degli stili educativi tra figure professionali adeguate, tra insegnanti e famiglia rende più facile rispondere al bisogno educativo del bambino.

Un’accurata attenzione ai processi di apprendimento degli alunni permette di individuare precocemente eventuali situazioni di difficoltà.

La Siapa credendo alla scuola come un luogo educativo oltre che didattico, ha sviluppato un progetto che mira alla promozione della salute attraverso un riconoscimento precoce dei DSA, articolato come segue:

Prima fase

Incontro con il Dirigente Scolastico e con la Funzione Strumentale d’Istituto, al fine di illustrare in dettaglio la consulenza proposta, attuata nel pieno rispetto della normativa vigente e delle disposizioni contenute nelle Linee Guida allegate al D.M. 12 luglio 2011, che riassumono e superano tutti i provvedimenti e note ministeriali precedentemente emanati riguardo ai DSA.

Seconda fase

Incontro formativo ed informativo, in presenza della Funzione Strumentale d’Istituto, rivolto agli insegnanti coinvolti, sull’applicazione delle Linee Guida per il Diritto allo Studio degli Alunni e degli Studenti con disturbi specifici dell’Apprendimento. Si illustreranno la didattica, gli strumenti e le misure da attuare, anche sulla scorta di quanto testimoniato negli ultimi anni, in particolare al progressivo incremento in ambito clinico degli studi, delle ricerche e delle attività scientifiche sul tema dei DSA.

Terza fase

Incontro informativo con i genitori volto a illustrare come, in particolare nel primo periodo di approccio dei figli con la scuola primaria, siano posti di fronte a incertezze scaturite per lo più da difficoltà inattese, che rischiano di compromettere il sereno svolgimento dell'iter scolastico da parte dei propri figli. Necessitano pertanto, di essere opportunamente guidati alla conoscenza del problema non solo in ordine ai possibili sviluppi dell'esperienza scolastica ma anche informati con professionalità e costanza sulle strategie didattiche che di volta in volta la scuola progetta per un apprendimento quanto più possibile sereno e inclusivo, sulle verifiche e sui risultati attesi e ottenuti, su possibili ricalibrature dei percorsi posti in essere.

Quarta Fase

Identificazione con il supporto della Funzione Strumentale d’Istituto e del Dirigente Scolastico, delle classi che necessitano di intervento.

Quinta Fase

Somministrazione agli alunni di appositi Test da compilare, al fine di effettuare una valutazione dalla quale emergeranno i diversi stili di apprendimento degli alunni e le eventuali problematiche ad esso connesse.

Sesta Fase

Consegna alle famiglie esito prima valutazione e confronto informativo con gli insegnanti. Al fine di garantire l’anonimato dei partecipanti, ad ogni bambino verrà affidato un codice, riportato su tutte le schede di osservazione e sulle prove svolte; le valutazioni individuali verranno consegnate ai genitori in busta chiusa, sulla quale sarà apportato il codice corrispondente al proprio figlio. Il confronto con gli insegnati riguarderà l’andamento generale delle classi e i punti di forza e di debolezza collettivi, senza alcun riferimento ai bambini interessati.

Settima Fase

Percorso ri/abilitativo per tutta la classe al fine di incrementare le abilità deficitarie e potenziare quelle già acquisite nel rispetto degli stili di apprendimento emersi dagli esisti della valutazione.

Ottava Fase

Somministrazione finale delle prove e verifica dei risultati.

Nona Fase

Restituzione finale dell’esito della valutazione con relativa relazione scritta alle famiglie consegnata in busta chiusa. Per i genitori che lo ritenessero necessario sarà possibile contattare la referente del progetto e chiedere un colloquio di chiarimento.

Decima Fase

Colloquio finale con gli insegnanti volto a fornire il quadro generale dell’andamento della classe e confronto sull’esito del progetto.