La nostra Proposta Metodologica

 

La soluzione metodologica che proponiamo è stata messa a punto nella consapevolezza che una governance efficace della realtà articolata “Ambiente e Territorio” richieda necessariamente un approccio integrato e sicuramente molto complesso da impostare sia in termini di sforzi nella realizzazione sia di coordinamento progettuale. Oggi i requisiti conoscitivi, di classificazione e di controllo, individuati dalle norme europee e nazionali, richiedono infatti la realizzazione di un adeguato sistema di conoscenza basato su un sistema informativo (inteso come standard di rappresentazione, regole di classificazione, e criteri di fruibilità ed interoperabilità) geografico – ambientale unificato e condiviso da PA, tecnici esterni e cittadini. Se, inoltre, tale sistema informativo diventa anche un sistema informatico si ottiene il vantaggio di rendere la realtà articolata “Ambiente e Territorio”immediatamente fruibile e condivisibile ad un numero sempre più vasto di utilizzatori.

In quest’ottica, e perseguendo anche le linee operative che la Regione Siciliana si è fissata in termini di Sistemi Informativi e Governance Territoriale, la soluzione metodologica proposta ricalca quella definita dalla direttiva europea INSPIRE e fatta propria con D.Lgs. 32/2010 “Attuazione della Direttiva 2007/02/CE che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità Europea INSPIRE” dal DigitPA in cui viene istituito, a livello europeo e nazionale, un insieme di regole di rappresentazione di Oggetti e Soggetti territoriali ed ambientali (Catalogo degli Oggetti territoriali) con l’obiettivo di pervenire ad una rappresentazione unica, standardizzata e condivisibile dell’informazione e rendere uniformi basi informative già disponibili presso Enti centrali (ad esempio quella dell’Agenzia del Territorio) regionali (ad esempio quella del SIRA o del SITR) o locali (ad esempio, in Sicilia, quelli disponibili presso i nodi comunali del SITR o dei consorzi di comuni quali i CST).

La consulenza progettuale che offriamo, ed i servizi informativi ed informatici ad essa conseguenti, intendono quindi realizzare un sistema conoscitivo (denominato Data Base Territoriale Comunale – DBTC) che possa divenire unico riferimento per tutte le attività tecnico amministrative sia che esse definiscano, censiscano o generino nuovi elementi (oggetti, soggetti, documenti), sia che esse utilizzino le informazioni in esso contenute per addivenire ad analisi e risultati specifici (pianificazioni territoriali ed urbanistiche; piani di intervento; servizi al cittadino; etc). L’approccio metodologico (prObjects) che proponiamo è schematizzato al punto seguente.

 

La metodologia prObjects

È noto che da diversi anni ormai, e precisamente con lo sviluppo di alcuni progetti regionali in tema di Società dell’informazione, la Regione Siciliana ha adottato una nuova metodologia di definizione e gestione di Basi Dati Territoriali. Tale metodologia, frutto di esperienze diverse ma accomunate da un unico obiettivo progettuale mirato all’integrazione, normalizzazione e standardizzazione di basi dati territoriali all’interno di un unico centralizzato Data Base Territoriale Integrato (DBTI) regionale, si riferisce ad un preciso contesto normativo, regolato da specifiche di progettazione definite in ambito nazionale ed europeo, ed in particolare:

  • CNIPA (Ora DigitPA): Core Set minimo dei dati territoriali;
  • INTESA GIS: Specifiche di progettazione Data Base Cartografici;
  • INSPIRE: Direttiva europea sulla standardizzazione dell’informazione geografica.

Tali specifiche (logiche, concettuali e fisiche) definiscono le caratteristiche (grafiche e alfanumeriche) che devono possedere tutte le componenti territoriali della cartografia tecnica numerica alle diverse scale di rappresentazione (1K; 2k; 5k; 10k) al fine di consentire una nuova gestione data base oriented degli elementi cartografici per ognuno dei quali risulti anche possibile caratterizzare informazioni tecniche aggiuntive e/o riferite al livello di accuratezza, di aggiornamento e di validità tecnica.

L’aspetto innovativo di questa metodologia è che l’Ambiente ed il Territorio non devono essere rappresentati da un insieme di “carte tecniche e tematiche” spesso frutto di studi specialistici di settore che producono informazioni dettagliatissime ma a scale diverse e, quindi, “non sovrapponibili” nei normali processi decisionali di pianificazione e controllo; l’Ambiente ed il Territorio devono essere rappresentati dall’insieme degli Oggetti che fisicamente (e cioè realmente) li compongono ed ai quali siano agganciate informazioni di varia natura che ne caratterizzano le proprietà fisiche e/o tecniche. Tali Oggetti devono essere sempre rappresentati alla scala geografica di massima precisione disponibile, in modo tale che sia possibile ricavare carte e tematismi (a scale diverse) per semplice tematizzazione delle proprietà agganciate.

L’approccio metodologico è epocale, nel senso che cancella 50 anni di approccio cartografico e cartografico/tematico, ed è giustificato dalla necessità di gestire l’aggregazione delle diverse informazioni che caratterizzano un Oggetto Ambientale/Territoriale partendo da una unica ed inequivocabile informazione: l’oggetto stesso (e non le centinaia di progetti, studi e rappresentazioni che lo caratterizzano).

L’acronimo prObject intende proprio rappresentare questo nuovo, epocale approccio metodologico: il passaggio da una gestione a Progetti ad una gestione ad Oggetti reali. La conoscenza dell’Ambiente e del Territorio non deve essere ricavata dai progetti (projects) specialistici che ne descrivono particolari proprietà e caratteristiche; sono gli stessi oggetti (Objects) che inglobano tutte le informazioni (territoriali ed ambientali) che li caratterizzano. Le analisi progettuali assumono quindi una connotazione sempre più dinamica e vicina a quelli che, in ambito informatico, vengono definiti Sistemi di Supporto alle Decisioni (DSS).

Il metodo prObject

Le soluzioni progettuali

Tutte le soluzioni progettuali che Vi proporremo partono da questo assioma che, nel rispetto dei Vostri investimenti passati e futuri, possa garantire la massima precisione informativa e, al tempo stesso, l’univocità del dato e la sua incontrovertibile validità amministrativa.

Il DBTC, nucleo di ogni progettualità specialistica, è quindi pensato come un riferimento informativo standardizzato e validato che permetta di:

  • mantenere e garantire l’univocità del dato (sia alfanumerico che spaziale);
  • applicare standard definiti da norme e direttive (possibile solo se si rispettati la precedente condizione di univocità del dato);
  • gestire flussi di validazione del dato (ogni Oggetto ambientale/territoriale può essere validato dai soli tecnici ai quali è consentita la gestione del dominio specialistico a cui quell’oggetto appartiene).

Iterando questo procedimento anche su altri progetti tecnici futuri la PA potrà innescare un processo che conduca, a regime, alla disponibilità di una banca dati (geografica e numerica) condivisa da tutti gli attori tecnici interni ed esterni che, a vario titolo, ne garantiranno la validazione dei contenuti e il suo costante aggiornamento.

I principali vantaggi di una simile “architettura informativa” sono riassumibili nel seguente elenco:

  • abbattimento dei costi di produzione e fruizione delle informazioni Territoriali / Ambientali;
  • garanzia del massimo livello di aggiornamento e dettaglio delle informazioni;
  • univocità dell’informazione condivisa da tutti gli attori (la standardizzazione del DBTC comporta anche la definizione dei flussi di modifica e validazione dei dati e, in primo luogo, la titolarità tecnica dell’informazione da produrre).

La fruizione dei dati contenuti in DBTC sarà garantita:

  • attraverso interfacce software specialistiche agli utenti tecnici direttamente responsabili della modifica dei dati (Front Office e Responsabili di UO);
  • attraverso interfacce web e/o web gis a tutti gli utenti che accedono al sistema per una sua diretta consultazione e, agli utenti tecnici, per tutte quelle funzionalità di data entry che non richiedano particolari funzionalità computazionali tipiche di motori gis.

In aggiunta agli Oggetti su descritti (fisici, e quindi geograficamente rappresentabili e georeferenziabili) la proposta metodologica prevede la definizione di altre due componenti del DBTC: i Soggetti (intesi come elementi reali ma non graficamente rappresentabili) ed i Documenti.

Per i primi (Anagrafica fisica, giuridica, etc) verranno rispettate le specifiche di caratterizzazione consolidate in altri domini applicativi (ove disponibili) ovvero verranno realizzate specifiche ad hoc da sottoporre alla validazione della Stazione Appaltante. Si prevede una attività di porting e normalizzazione di banche dati eventualmente già disponibili.

Per i secondi (intendendo per documenti l’insieme di documenti tecnici ed amministrativi riconducibili ad un formato elettronico previa loro manipolazione quale una scansione, ovvero file documentali già disponibili in formato elettronico xls, doc, dxf, dwg, etc) verranno invece seguite le consolidate regole di classificazione e gestione di sistemi PDM (Production Document Management).