Sicurezza nei Luoghi di Lavoro per la P.A.

L’applicazione del Testo Unico – D.Lgs. 81/2008 – Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, in ambito pubblico, implica differenze sostanziali rispetto all’attuazione dello stesso nel settore privato.
I motivi di tali differenze sono da attribuire altre che nei servizi, di natura amministrativa, erogati al cittadino, tipici della Pubblica Amministrazione, nella gestione di attività di varia natura svolte sul territorio.
Tale norma definisce ruoli, responsabilità e competenze che riguardano gli organismi al vertice di governo, a partire dai Sindaci, ai Dirigenti, ai Preposti, fino ai Lavoratori ed alle varie figure assimilate agli stessi.

Il Metodo SIAPA81

 

Così come il settore privato, SIAPA, con competenza, conoscenza delle prescrizioni legislative e spirito di innovazione, ha elaborato un proprio metodo e approccio consulenziale rivolto alla P..A.
Tale Modello rispecchia quanto previsto all’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 “Modelli di Organizzazione e di Gestione”, che richiama un’efficacia esimente delle responsabilità amministrative nel caso di utilizzo di un Modello di Gestione della Sicurezza; pur non prevedendolo a livello di obbligo, pone le basi per indirizzare, anche l’Ente Pubblico, verso una direzione ben precisa: la creazione di un Sistema di Gestione della Sicurezza.
Tale Sistema racchiude tutta la struttura organizzativa, la pianificazione di ruoli e relative responsabilità, le procedure operative, le risorse umane, economiche, logistiche, mettendo in atto una corretta politica per raggiungere gli obiettivi previsti dalla normativa in materia.
Si tratta di concepire diversamente la modalità di svolgimento di ogni adempimento, mediante un meccanismo all’interno del quale ogni lavoratore ha un proprio ruolo.
Il Modello SIAPA81, strutturato su specifiche esigenze dell’Ente, si caratterizza per concretezza, versatilità e non come mero adempimento formare.
Ciò presuppone un cambio di mentalità, percorsi formativi periodici, nonché l’individuazione di figure designate formalmente per l’espletamento di funzioni apicali.
Le problematiche legate ad un SGS, una volta ottenuto l’input dai vertici della P.A., sono legate:
1) al coinvolgimento del personale, attraverso adeguati momenti formativi che contribuiscono a un reale cambiamento di mentalità in ambito sicurezza;
2) alla formalizzazione degli adempimenti previsti, creando meccanismi di comunicazione ed un nuovo modus operandi.
In entrambi i casi, l’elemento fondamentale è l’informazione/formazione.
La documentazione redatta a conclusione della Valutazione del Rischio conterrà:
a) relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale saranno specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; la scelta dei criteri sarà rimessa al datore di lavoro;
b) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
c) l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati;
d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli, dell’Organizzazione, assegnati unicamente a soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
e) l’indicazione del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza o di quello territoriale e del Medico Competente che hanno partecipato alla valutazione dei rischi;
f) l’individuazione delle mansioni che espongono, ulteriormente, i lavoratori a rischi specifici che richiedono un’analisi accurata.
Nel 1971 esce la prima ristampa della dispensa sull’ambiente di lavoro prodotta dai sindacati FIM, FiOM, UILM. La dispensa nasce con l’intento non solo di individuare e capire i rischi e gli agenti nocivi nell’ambito del l’ambiente di lavoro, ma anche sulla definizione di non delega da parte dei lavoratori. La dispensa contribuì a definire le linee guida per la tutela della salute.